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Trekking Nordic Walking – Lo sforzo respiratorio ad alta quota

Pubblicato il 10/01/2013 14.58.44

Ad alta quota l’aria è più rarefatta e contiene meno ossigeno. Non importa quale attività fisica state praticando (Trekking, Nordic Walking, Climbing, Sci, Ecursioni) ma la richiesta di ossigeno da parte dei nostri muscoli inspiratori è estremamente elevata.
Per compensare questa rarefazione, i nostri muscoli devono lavorare molto intensamente e vengono spinti ai loro massimi limiti. A 3000 metri la quantità di ossigeno nell’aria decresce del 30% ed a 5000 metri è la metà di quella che possiamo trovare a livello del mare. Questo significa che a circa 1000 mt si inizia a sperimentare l’affaticamento respiratorio anche con un moderato esercizio ed a 4000 mt lo si sente anche stando fermi.



A livello del mare la nostra attività fisica è limitata dal nostro cuore nel pompare il sangue ai muscoli interessati. Con l’altitudine la limitazione è dovuta alla capacità di pompare aria dentro e fuori dai polmoni.

Per fare un raffronto, mentre a livello del mare si respirano circa 12 litri di aria al minuto fuori e dentro dai polmoni; sulla sommità dell’Everest (8848m) si richiede la massima capacità di respirazione (150 litri al minuto) solo per mettere un piede davanti all’altro. Questi livelli possono essere sostenuti solo per alcuni minuti.



L’essere umano impara qual’è l’appropriato livello di respirazione in base all’esercizio svolto. Quando i muscoli respiratori lavorano molto intensamente, rubano il flusso sanguigno dagli arti inferiori per compensare la propria richiesta di ossigeno, compromettendone la performance.Tutto questo affaticamento respiratorio può condurre ad un affaticamento cronico.



E’ oramai appurato che il lavoro dei muscoli inspiratori durante l’esercizio sia così elevato da generarne il relativo affaticamento muscolare. “Le nostre ricerche dimostrano come con POWERbreathe® si migliori la resistenza allo sforzo ad alta quota del 33%”, spiega la Dott.sa McConnell, fisiologo e medico dello sport all’università di Birmingham.

Quest’ultima, con il suo staff di ricercatori ha messo a punto una metodica di allenamento conosciuta come Inspiration Muscle Training (IMT) ed ha dimostrato come quest’ultima riduca l’affaticamento respiratorio, migliori il tempo della performance ed incrementi la resistenza muscolare “Nel nostro studio abbiamo testato alcuni atleti agonisti ed è stato sorprendente come sia diminuita in modo esponenziale l’esigenza di ossigeno dopo solo 6 settimane di allenamento con POWERbreathe®”.



Forse vi state chiedendo quale tipo di allenamento inspiratorio ci si debba apprestare a fare per raggiungere questa sorta di effetto ergogenico. La Dott.sa Alison McConnell ed il suo team hanno realizzato una tecnica di allenamento molto semplice e l’hanno definita come “pesi per il nostro diaframma”. POWERbreathe® è infatti un dispositivo, che non prevede l’utilizzo di farmaci, concepito per fare sollevare dei pesi ai nostri muscoli inspiratori. 30 inspirazioni due volte al giorno (3 minuti di tempo) ed il Vostro rafforzamento muscolare aumenterà dal 30 al 50%. La Dott.sa McConnell ed il suo team ha comprovato l’effetto ergogenico di POWERbreathe ® in molte altre discipline sportive.



POWERbreathe® è inoltre fondamentale per la fase di riscaldamento prima di una qualsiasi attività fisica ad alta quota. Alcune ricerche hanno dimostrato che la normale fase di riscaldamento non prepara i muscoli inspiratori ad un’attività sportiva in quanto nell’arco dei primi 15 minuti si avverte in ogni caso una sensazione di affaticamento. Con POWERbreathe® i muscoli inspiratori entrano subito a regime, minimizzando la fatica e l’affaticamento respiratorio, migliorando la performance ed il divertimento.



Il protocollo di defaticamento con POWERbreathe® riduce il lattato durante l’esercizio e ne velocizza lo smaltimento molto più rapidamente rispetto ai metodi tradizionali. Alcune ricerche dell’Università di San Paolo in Brasile dimostrano che respirare contro un picco di carico immediatamente dopo l’esercizio riduce la quantità di lattato del 16%. Contrariamente a quanto avviene con il normale recupero attivo, che ci mette circa cinque minuti per smaltire l’acido lattico in circolo, con il defaticamento con carico inspiratorio la concentrazione di lattato dopo solo 5 minuti è equivalente a quella raggiunta in 15 minuti di recupero passivo.



POWERbreathe® ad alta quota
migliora la resistenza allo sforzo del 33%

riduce il fabbisogno di ossigeno/energia di un 12%

riduce il fabbisogno respiratorio del 25%

migliora la saturazione di ossigeno a livello arterioso e la capacità di perfusione polmonare
Oltre 20 anni di ricerche e più di 300 pubblicazioni medico scientifiche ci permettono di confermare che POWERbreathe® è l’unico allenatore muscolare al mondo che con sole 30 inspirazioni due volte al giorno consente di raggiungere dei risultati sulla performance, la fase di riscaldamento e di defaticamento a dire poco sorprendenti !



Tutte le pubblicazioni di quanto sopra evidenziato sono disponibili su richiesta.

 

POWERbreathe®: migliora la tua performance

Pubblicato il 14/12/2012 14.11.48

Migliora la durata sul tempo della performance nel ciclismo del 4,6% “equivalente a 3 minuti in meno su una 40 km” Permette al ciclista di pedalare per un 33% più a lungo con un minor senso dello sforzo.

Oltre 20 anni di ricerche e più di 300 pubblicazioni medico scientifiche ci permettono di confermare che POWERbreathe® è l’unico allenatore muscolare al mondo che con sole 30 inspirazioni due volte al giorno consente di raggiungere dei risultati sulla performance, la fase di riscaldamento e di defaticamento a dire poco sorprendenti!

Come l’allenamento muscolare inspiratorio può migliorare la performance nel ciclista.

Una delle caratteristiche predominanti di Miguel Indurain era la capienza dei suoi polmoni. La sua capacità vitale utilizzabile (volume polmonare) era una fra le più elevate mai misurate: 7,1 litri, quando la media di un uomo arriva ad un massimo di 5,2 litri e quella di una donna che pratica uno sport a livello agonistico non riesce a superare i 4,5 litri.

La posizione flessa del torace piegato in avanti è per il ciclista la sua “spada di damocle”: da una parte consente una posizione aerodinamica ma crea non pochi problemi a livello respiratorio.

“Quando l’addome è flesso in avanti, il suo contenuto (principalmente fegato e budella) si comprimono contro il muscolo principale della respirazione il DIAFRAMMA. Questa complicazione riduce di molto il suo normale movimento e rende l’atto di respirare molto difficoltoso”, spiega la Dott.sa Alison McConnell fisiologo e medico dello sport, “il grosso vantaggio è che il torace è sostenuto dagli avambracci e gli altri muscoli respiratori possono concentrarsi sul loro lavoro, ovvero sulla respirazione, e non come nella corsa che gli stessi servono a stabilizzare la parte superiore del corpo”.

E’ oramai appurato che il lavoro dei muscoli inspiratori durante l’esercizio sia così elevato da generarne il relativo affaticamento muscolare. “Le nostre ricerche dimostrano come un ciclista anche solo percorrendo 20Km al ritmo di una gara affatichi in modo importante i muscoli inspiratori”, spiega la Dott.sa McConnel’s.Quest’ultima, con il suo staff di ricercatori dell’Università di Brirmingham, ha messo a punto una metodica di allenamento conosciuta come Inspiration Muscle Training (IMT) ed ha dimostrato come quest’ultima riduca l’affaticamento respiratorio e migliori il tempo della performance di un ciclista di un sorprendente 4,6% (che è l’equivalente di circa 3 minuti in meno in una gara di 40 km!).
“Nel nostro studio abbiamo testato alcuni ciclisti agonisti ed è stato sorprendente come sia diminuita in modo esponenziale l’esigenza di ossigeno dopo solo 6 settimane di allenamento con POWERbreathe®”.

Forse vi state chiedendo quale tipo di allenamento inspiratorio ci si debba apprestare a fare per raggiungere questa sorta di effetto ergogenico. La Dott.sa Alison McConnelled il suo team hanno realizzato una tecnica di allenamento molto semplice e l’hanno definita come “pesi per il nostro diaframma”. POWERbreathe® è infatti un dispositivo, che non prevede l’utilizzo di farmaci, concepito per fare sollevare dei pesi ai nostri muscoli inspiratori. 30 inspirazioni due volte algiorno (3 minuti di tempo) ed il vostro rafforzamento muscolare aumenterà dal 30 al 50%. La Dott.sa McConnell ed il suo team ha comprovato l’effetto ergogenico di POWERbreathe® in molte altre discipline sportive.

“Penso che la respirazione sia l’ultimo ostacolo superato nella corsa per la preparazione di un atleta. Medici dello Sport, Nutrizionisti e Allenatori conoscono nei minimi dettagli come preparare atleticamente e mentalmente i loro atleti, ma non allenano i muscoli della respirazione, spiega la Dott.sa Allison McConnell.

POWERbreathe® nel cilclista migliora il tempo della performance fino ad un 4,6%, la resistenza allo sforzo del 33%, il rafforzamento muscolare inspiratorio dal 30al 50%, riduce l’acido lattico in corpo durante il defaticamento del 16% nell’arco delle 60 inspirazioni (3 minuti).

Tutte le pubblicazioni di quanto sopra evidenziato sono disponibili su richiesta.

PER INFORMAZIONI:
www.powerbreatheitalia.it
tel.011.9866181 – 9866077 fax 011.9866469

Read more: http://www.solobike.it/solobike/news/id/0/tipo-notizia/Tecnica

 

Il respiro è vita...allenalo con Powerbreathe!

Pubblicato il 16/11/2012 17.50.15

POWERbreathe® Serie-K

Il primo allenatore muscolare inspiratorio digitale al mondo con software di rilevazione e refertazione dati

Scarica il file allegato

 

Powerbreathe ed il Calcio

Pubblicato il 16/11/2012 16.08.50

Come l’allenamento muscolare inspiratorio con POWERbreathe può migliorare la performance in un calciatore...

Scarica il file allegato

 

Powerbreathe e la BPCO

Pubblicato il 31/10/2012 15.42.57

Un training respiratorio per aumentare la funzionalità polmonare e migliorare la quantità di vita nei pazienti affetti da bpco

di Redazione Piedimonte Matese (Caserta), Sabato, 10 Marzo 2012


Un training respiratorio che migliora sensibilmente la funzione polmonare nei malati di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è stato applicato con successo ad alcuni pazienti broncopatici cronici dall'equipe medica della Clinica Athena Villa dei Pini di Piedimonte Matese (CE). Il training prova che, allenando opportunamente la funzionalità toracica mediante un apparecchio commerciale specifico (POWERbreathe), è possibile migliorare la funzione respiratoria e la percezione della qualità di vita, riducendo il dosaggio dei farmaci broncodilatatori necessari per contenere la progressione della malattia.
Questo risultato sovverte l'approccio tradizionale al malato di BPCO, che prescriveva riposo e astensione da sforzi fisici, e rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma nella cura di questa malattia poiché dimostra che l'allenamento dei muscoli respiratori - del tutto simile a quello che si esegue nella pratica dello sport - è non solo benefico, ma altamente raccomandabile per quasi tutti i soggetti affetti dalla malattia.
La BPCO è una condizione cronica e solo parzialmente reversibile di ostruzione delle vie aeree, lentamente progressiva, causata da un'infiammazione cronica delle vie aeree e del parenchima polmonare. La BPCO è considerata la quarta causa di morte in Europa e negli USA (almeno 65.000 morti all'anno), studi recenti hanno notato che la mortalità è in aumento a livello mondiale. L'incidenza totale risulta del 6-8%, colpisce principalmente maschi adulti, ma si è notato negli ultimi anni un aumento considerevole dei casi che riguardano le donne. Dopo aver inquadrato i pazienti, mediante prove di funzionalità respiratoria, abbiamo deciso di intervenire con un approccio in controtendenza. “Abbiamo iniziato ad allenare i pazienti finalizzando le sedute al recupero attivo della funzionalità dei polmoni” spiega il Dott. Luigi Ferritto, medico della Clinica Athena-Villa dei Pini di Piedimonte Matese (CE) e referente dell'Ambulatorio di Malattie dell'Apparato Respiratorio della stessa, nonché ideatore e promotore della metodologia FWL Breathing. “Ogni paziente è stato seguito singolarmente. Nel primo incontro il paziente impara la teoria e il funzionamento dell'apparecchiatura, eseguendo una prima prova pratica di 5 minuti.
Successivamente il paziente effettuerà l'allenamento respiratorio 3-4 volte la settimana, a casa tranquillamente, con sedute di circa 20 minuti: nei primi due minuti si richiede al paziente di
compiere 24 atti respiratori ogni 60 secondi; poi lo si stimola ad aggiungere due atti respiratori
ogni 120 secondi, fino ad arrivare a 28 cicli di inspirazione/espirazione al minuto. Dopo 4 settimane l'intensità dell'allenamento viene ulteriormente incrementata, portando gli atti
respiratori a 30/minuto”. Quattro i parametri esaminati nel corso dell'allenamento:
la funzionalità polmonare - misurata come volume espiratorio forzato (FEV), flusso espiratorio forzato (FEF), pressione espiratoria positiva (PEP) e capacità vitale forzata (FVC) -, la massima pressione inspiratoria (MIP), il picco inspiratorio (PIF) e la qualità di vita percepita.


“Tutti e quattro gli indicatori esaminati - precisa il Dott. Luigi Ferritto- sono migliorati nel corso del trattamento e i pazienti hanno dichiarando di percepire un netto miglioramento della propria qualità di vita. Significativa è stata anche la riduzione di riacutizzazioni bronchiali. Cercare soluzioni terapeutiche che esulino dal “sapere consolidato” è la filosofia con cui opera il nostro reparto, nella convinzione che, anche
sul fronte terapeutico, ogni temporanea certezza vada periodicamente ridiscussa e, se necessario,
abbandonata a favore di approcci innovativi. Che sovente si rivelano, nei fatti, più efficaci di
quelli tradizionali”. Compiere 24 atti respiratori ogni 60 secondi; poi lo si stimola ad aggiungere due atti respiratori ogni 120 secondi, fino ad arrivare a 28 cicli di inspirazione/espirazione al minuto. Dopo 4 settimane l'intensità dell'allenamento viene ulteriormente incrementata, portando gli atti respiratori a 30/minuto”. Quattro i parametri esaminati nel corso dell'allenamento: la funzionalità polmonare - misurata come volume espiratorio forzato (FEV), flusso espiratorio forzato (FEF), pressione
espiratoria positiva (PEP) e capacità vitale forzata (FVC) -, la massima pressione inspiratoria(MIP), il picco inspiratorio (PIF) e la qualità di vita percepita. “Tutti e quattro gli indicatori esaminati - precisa il Dott. Luigi Ferritto- sono migliorati nel corso del trattamento e i pazienti
hanno dichiarando di percepire un netto miglioramento della propria qualità di vita. Significativa è stata anche la riduzione di riacutizzazioni bronchiali. Cercare soluzioni terapeutiche che esulino dal “sapere consolidato” è la filosofia con cui opera il nostro reparto, nella convinzione che, anche sul fronte terapeutico, ogni temporanea certezza vada periodicamente ridiscussa e, se necessario, abbandonata a favore di approcci innovativi. Che sovente si rivelano, nei fatti, più efficaci di
quelli tradizionali”.


Ringraziamo il Dott. Ferritto e l’equipe della Clinica Athena Villa dei Pini di Piedimonte Matese


POWERbreathe dispone di studi pubblicati su Pubmed American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine etc. e siamo a Vostra disposizione per inviarveli!

 

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